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La clamorosa
retrocessione in C1 aveva frantumato il feeling che si era instaurato
fra il pubblico e la squadra rosanero, ma non scoraggiò il presidente Ferrara
che pensò ad un immediato ritorno in serie B. Solo che il campionato di
serie C è un
campionato da non sottovalutare, cosa che fecero invece Ferrara ed i
suoi dirigenti. Puntando su parte dell'organico che aveva portato alla
retrocessione ed acquistando un infinito numero di giocatori (tra questi
Orfei, Angrisani, Triuzzi, Zangla, ecc...) si tentò il "piccolo salto"
e la squadra fu affidata a Giorgio Rumignani, già allenatore rosanero
nella stagione 1988/89.
La squadra dimostrò sin dall'inizio di avere dei
limiti. Arrivarono sin da subito troppe sconfitte e pareggi costando la
panchina al tecnico. Rumignani fu esonerato dopo la sconfitta interna con la Ternana e fu richiamato Ignazio Arcoleo, ancora sottocontratto. Le cose
non migliorarono ed il Palermo, non solo non rientrò nella zona play-off,
ma piombò in piena zona play-out. L'obiettivo della stagione fu così
ancora una volta la salvezza. Stavolta neanche la fortuna aiutò però i rosanero.
L'incontro di andata di play-out contro la Battipagliese finì col
punteggio di 1-0 per i campani. Il Palermo si giocava tutto alla Favorita,
bastava vincere anche 1-0 grazie alla migliore posizione in classifica.
Lo stadio, per la prima volta di quest'anno, fu gremito, ma questo
purtroppo non servì. La partita terminò
0-0. Battipagliese in festa, Palermo in lacrime. Dopo 10 anni il
Palermo di Ferrara ritornava al punto di partenza: la serie C2. |