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23 maggio 1974, stadio Olimpico di Roma, finale di Coppa Italia. Passano
soltanto 10 minuti e il Palermo, alla sua prima finale di Coppa Italia, passa
inaspettatamente in vantaggio, grazie ad un bel gol di Magistrelli. Le cose si
mettono ancora meglio quando i rossoblu restano in dieci uomini per l'espulsione
di Bob Vieri. E' il 90à, si aspetta solo i triplice fischio finale, sembra
fatta...sembra. Ad un tratto, per un fallo laterale a favore del Palermo,
Savoldi strappa letteralmente la palla dalle mani di Pighin, ed esegue la
rimessa laterale senza che l'arbitro intervenga. Dopo un attimo di sbandamento
generale, la palla viene crossata in area, la rincorrono Arcoleo e Bulgarelli e
nel contrasto il bolognese non trova di meglio che cadere. L'arbitro Gonella,
forse per farsi perdonare l'espulsione di Vieri, concede il rigore inesistente.
Quindi, scaduti senza altri gol i tempi supplementari, il direttore di gara fu
parziale anche durante l'esecuzione dei calci di rigore, facendo ripetere un
penalty che Girardi aveva già parato. Perdemmo 5-4. La sequenza dei rigori
battuti fu la seguente: Bulgarelli, Vanello, Cresci (sbagliato), Magistrelli,
Savoldi, Barbana, Novellini, Vullo (fuori), Pecci, Favalli (traversa). Ignazio
Arcoleo, sentendosi responsabile del rigore causato, non volle calciare il tiro
dagli 11 metri.
Palermo: Girardi, Zanin,
Cerantola, Arcoleo, Pighin, Barlassina, Favalli, Ballabio (dal 46° Vullo),
Magistrelli, Vanello, La Rosa (dal 46° Barbana) All. Viciani
Bologna: Buso, Roversi,
Rimbano (dal 76° Pecci), Battisodo, Cresci, Gregori (dal 46° Novellini), Ghetti,
Bulgarelli, Savoldi, Vieri, Landini 2° All. Pesaola
Arbitro: Gonella.
Reti: 13° Magistrelli,
90° Savoldi su rigore |
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20 giugno
1979. Cinque anni dopo la prima finale, ecco che il Palermo si presenta
nuovamente a competere la coppa, stavolta con la Juventus e nel campo del San
Paolo di Napoli. I rosanero si erano qualificati per la finale, grazie ad una
serie di risultati inaspettati: pareggio alla Favorita contro il Verona per 1-1,
vittorie contro Cesena (2-1), Torino (3-1), Lazio (ai rigori) e Napoli. In
panchina siede Fernando Veneranda, ed in campo c'è gente come Magherini,
Chimenti, Brignani, Citterio, Maritozzi: una squadra da A. Nella Juventus
figurano sei giocatori che nell'82 vinceranno la Coppa del Mondo in Spagna.
Anche questa volta i rosanero vanno immediatamente in vantaggio con Chimenti;
siamo al 1° minuto di gioco. Per ottantatre minuti il Palermo resiste
all'assalto della Juve, ma alla fine, anche stavolta come cinque anni prima,
capitola. Il gol del pareggio è acciuffato da Brio lanciato da Boninsegna. Si và
ai supplementari, e il gol arriva nell'ultimo minuto del secondo tempo, segnato
dall'ex di turno: Franco Causio. Il "barone", così denominato dai media del
tempo, ricevette un cross dalla destra e, voltato con le spalle alla porta,
fintò uno scatto per poi sfiondare in giravolta e a fil di palo, il gol che
dette la Coppa alla Juventus. Il Palermo è ancora sconfitto ad un passo dal
sogno.
Palermo: Frison,
Gregorio, Citterio, Brignani, Di Cicco, Silipo, Maritozzi, Borsellino (75°
Arcoleo), Chimenti (47° Osellame), Magherini, Conte. All. Veneranda
Juventus: Zoff, Cabrini,
Gentile, Furino, Morini (47° Brio), Scirea, Causio, Tardelli, Virdis (65°
Boninsegna), Benetti, Bettega All. Trapattoni
Arbitro: Barbaresco di
Cremona
Reti: 1° Chimenti, 84°
Brio, 119° Causio
Note: 25.000 spettatori
di cui 18.000 palermitani |