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A partire da sinistra in piedi:
xxx, Majo, Schillaci, Angelillo, Bigliardi, Sorbello,
Paleari, Ranieri, Ronco, Pellegrini, Pallanch, De Vitis, Maiellaro,
Benedetti, Piga, De Biase, Cecilli, xxx, Guerini, xxx, Falcetta.
Allenatore: Angellillo sostituito
dalla 13° giornata da Fernando Veneranda. |
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Per la stagione 1985/86 si cerca di allestire una squadra
importante. In panchina va Angelillo, come d.s. Bulgarelli, ma un
incauto indebitamento di 10 miliardi di lire, fa fare una repentina
marcia indietro alla dirigenza. Il debutto è amaro, con una sconfitta
per 2-1 a Roma, contro la Lazio, e poi un pareggio ad Empoli e, quindi,
la prima vittoria contro la Cremonese in casa per 2-1. La squadra,
comunque, non ingrana e per di più i dirigenti rosanero, per risanare il
bilancio, a campionato in corso, sacrificano i due gioielli, Maiellaro e
De Vitis, con il disappunto di tutta la tifoseria. Alla 13° giornata il
Palermo è penultimo e la società di viale del Fante esonera Angelillo e
richiama l'ex Fernando Veneranda, che con i suoi metodi duri ma
convincenti, riporta gioco ed entusiasmo, ma anche la tanto sospirata
salvezza che arriva all'ultima giornata in un drammatico Palermo-Monza,
grazie ad un gol dell'esordiente centrocampista della Primavera,
Salvatore Tarantino. Purtroppo tutto questo non basta.
La Lega fa sapere che bisogna presentare i bilanci e le
garanzie reali per l'iscrizione al campionato, mentre la società si era
presentata con delle lettere d'impegno da parte dei maggiori istituti di
credito siciliani. L'allora presidente della Lega, Matarrese, definisce
"carta straccia" quei documenti, occorrono soldi. Il presidente del
Palermo Schillaci e l'amministratore Matta cercano di prender tempo, ma
settembre è ormai vicino. La squadra intanto va in ritiro a Sarentino,
in provincia di Bolzano, ed il confermato tecnico Veneranda, cerca di
rasserenare i giocatori. I dirigenti palermitani chiedono un ulteriore
proroga che viene accettata, anche perché con la Lega, a trattare in
prima persona, scendono decisamente in campo il sindaco Orlando e il
ministro per gli Affari Regionali, Carlo Vizzini, figlio dell'ex
presidente degli anni sessanta. Ma la mediazione politica non dà i suoi
frutti. Il popolo rosa, nel frattempo, comincia a scendere in piazza, si
raduna allo stadio e segue con passione e con le lacrime agli occhi, le
lunghe dirette televisive delle emittenti locali. La situazione
economica della società rosanero è complicata ed i debiti sono
insostenibili. Si arrendono anche Orlando e Vizzini, così l'8 settembre
del 1986, per firma del commissario straordinario della Federcalcio,
Franco Carraro, la S.S.C. Palermo viene cancellata dai quadri federali;
è la radiazione. Al suo posto viene riammesso il Pescara, che proprio
nell'anno del ripescaggio, conquista anche la promozione in serie A.
La notizia della cancellazione del club rosanero
semina rabbia, sconcerto e disperazione tra i tifosi, che manifestano
per le vie della città, bruciando anche qualche cassonetto, ma alla fine
prevale la rassegnazione. Ancora ci si domanda perchè l'eccessiva
punizione nei confronti della società di via del Fante, quando a tutt'ora
diverse squadre, anche nella massima serie, restano in vita avendo
situazioni finanziarie peggiori di quel Palermo (Alla Lazio è concessa
la legge spalma-debiti, ovvero una rateizzazione del debito pagabili in
25 anni). Tornando alla città, Palermo rimane senza calcio e si chiude
un'altra epoca segnata prima dalla speranza, poi dall'incertezza, quindi
dal dolore. I tifosi, soprattutto i nostalgici, quelli che alla domenica
non puoi togliere una passione, per circa 2000 di loro, decidono così di
seguire la seconda squadra cittadina: la Palermolympia, squadra che
milita nella categoria Interregionale, che per quell'anno decise di
usare i colori del Palermo, il rosa e il nero. Fortunatamente quell'incubo
finì prima di quanto si pensasse: il 7 gennaio del 1987, nello studio
del notaio enrico Rocca, nasce il nuovo Palermo e nell'estate sempre di
quell'anno, la società viene ammessa in C2. Si apre un nuovo capitolo. |