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I PRIMI 60 ANNI: DALLA PRIMA SERIE A ALLA MORTE DEL PRINCIPE RAIMONDO LANZA |
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Il Palermo 1950/51. A partire da sinistra in piedi: Giaroli, Vycpalek, Gimona, Vicovaro, Boldi, Santamaria, Masci, Galli, Di Maso, Moretti, Bronče. Altri giocatori: Fuin, Sukru.
Allenatore: Giuseppe Viani |
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I rosanero restano nella massima serie ben 4 anni. I
primi due finiscono il campionato al 12° posto, il terzo anno, siamo nel
1934/35, la squadra fa gridare al miracolo piazzandosi al 7° posto nella
classifica finale, davanti a Milan e Torino, e sfiorando la
qualificazione alla Coppa Europa. purtroppo l'anno successivo, quando le
aspettative dei tifosi erano al massimo, il giocattolo si rompe; il
Palermo č 15° e retrocede. Per tre anni consecutivi, i rosanero, si
piazzano settimi, la squadra gioca bene grazie all'apporto di ottimi
giocatori siciliani come De Rosalia, Moncada, Trinaglia, Pepoli, Bazan,
e l'allora giovanissimo Gaetano Conti. Intanto nel 1936 lo
stadio Littorio diventa Michele Marrone (in
onore di un giocatore rosanero caduto in guerra) e la maglia rosanero
diventa giallorossa (colori municipali) per ordine fascista. La societā
deve lottare con problemi di natura economica e per aiutare la squadra,
viene addirittura tassata la carne di 10 lire. Tutto invano, perchč il
Palermo viene escluso dal campionato su decisione della Federcalcio: č
la radiazione. L'anno dopo, prendendo il posto della Juventina, rinasce
la nuova societā: la U.S.Palermo-Juventina, e gioca con la maglia
azzurra. Solo nel 1945, dopo il conflitto mondiale, si tornerā alle
originaria denominazione societaria. Tre anni dopo, nella stagione 1947/48, vincendo il campionato di serie B, il Palermo torna nell'olimpo del calcio italiano. Figurano in quella squadra, giocatori leggendari: il giovane centrocampista boemo, Cestmir Vycpalek, il palermitano Conti, il catanese Di Bella e un esperto centravanti, Pavesi, che riesce nell'impresa di far dimenticare l'idolo e il mito di Carletto Radice. Hanno inizio sei anni indimenticabili, giocati ininterrottamente nella massima serie. La nobiltā palermitana prende in mano le sorti della societā. I vari Agnello, Bordonaro, l'indimenticabile principe Lanza di Trabia, La Motta, La Lomia, punteranno a turno tutte le loro fiches sui colori rosanero, sotto la guida tecnica del cavalier Guzzardella, manager di grande spessore. Il primo anno di serie A, il Palermo si toglie il lusso di battere corazzate calcistiche come la Juve, Inter, Fiorentina, Roma e pareggiare col grande Torino (2-2, dopo uno svantaggio di 2-0) sul fango della Favorita. Imprese possibili grazie all'apporto tecnico di campioni della classe cristallina come Bronče, Sukru, Gallo, Martegiani, "Fiordaliso" De Grandi e il giā citato Vycpalek. Intanto a seguito del disimpegno dei nobili, i cui patrimoni si sono prosciugati nel tempo, la societā viene rilevata da un gruppo di quotati commercianti. A tessere le fila dell'operazione č Salvatore Vilardo. Nel 1953/54 presidente č l'on. Mario Fasino, che ottiene per la prima volta nella storia del calcio, un contributo regionale. Il primo gennaio del 1954 muore suicida in una clinica romana, il principe Raimondo Lanza. Lo stesso anno, all'ultima giornata di campionato, il Palermo vinse a Bologna, ma non bastō per la salvezza matematica. I rosanero si giocarono gli spareggi contro Udinese e Spal, e ne uscirono sconfitti, cosė dopo sei stagioni, la squadra ritornō in serie B. |
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Le stagioni calcistiche: |
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