I PRIMI 60 ANNI: DAL 1954 AL 1960. | |||||||||||||||
| Il Palermo 1958/59. A partire da sinistra in piedi: Azzali, Latini, Malavasi, Benedetti, Pontel, Marchetto, Vernazza, De Bellis, Sandri, Cocco, Sereni. Altri giocatori: Piovanelli.
Allenatore: Cestmir Vicpalek | |||||||||||||||
| La società allo sbando passa di mano in mano e il nuovo presidente Ernesto Pivetti costruisce, con l'allenatore Adolfo Baloncieri (al quale subentra poi Mario Sperone), una squadra pressoché mediocre,che porta avanti il campionato nel più totale anonimato. Si perde fra le mura amiche, ma anche fuori. In conclusione, la stagione termina al 15° posto con soli 30 punti. Non si retrocede ma la storia rosanero vive un momento di amarezze. I pronto riscatto è dietro l'angolo. Il nuovo presidente è Giuseppe Trapani, il quale si avvale di un vice, l'onorevole Seminara, e dei dirigenti Artura Cassina e di un giovanissimo ma già intraprendente Salvatore Vilardo, esperto segretario. L'allenatore è Carlo Rigotti e complessivamente i nuovi giocatori sono 14, tra cui Enzo Benedetti, che fu capitano rosanero dal '55 al '62. Il Palermo riesce a ritornare nella massima serie per la gioia dei suoi tifosi. Ma si tratta di una pia illusione, perchè l'anno successivo la squadra cade nuovamente nella cadetteria. La società, pur costretta dai gravi problemi economici, non bada a spese. Gli ingaggi principeschi si sprecano, e il neo presidente l'on. Giuseppe Seminara, sperimenta sulla propria pelle che il calcio non è una scienza esatta, e che spesso due più due non fa quattro. Viene ingaggiato il tecnico l'italo-uruguaiano, Ettore Puricelli (detto "testina d'oro"), che chiede rinforzi indicando parecchi calciatori di grido. Viene acquistato dal Milan, per la cifra record di 80 milioni di lire, Walter Gomez, venduto con un imbroglio: il giocatore che aveva 37 anni, fu presentato con 10 in meno. Gli ingenui dirigenti del Palermo ci cascarono e comunque Gomez restò, facendo la sua parte. Arrivò dal River Plate Ghito Vernazza, giocatore di elevate qualità, ma che non bastò per evitare l'ennesima retrocessione. 1957, altro cambio al vertice della dirigenza, viene eletto presidente della società, l'on. Casimiro Vizzini, politico abile che con Salvatore Vilardo reggerà le sorti del Palermo per un settennato. Totò Vilardo era un vulcano di idee e di fatti. Criticatissimo per la sua avventurosa gestione, era per altro osannato per le squadre che riusciva a varare. Squadre che puntualmente facevano apprezzate incursioni in serie A. Vilardo riesce, grazie al suo personalissimo mix di intelliugenza, esperienza e spregiudicatezza, a portare in rosanero ottimi giocatori che si affiancano all'indimenticabile Santiago (Ghito) Vernazza. Nel 1958/59 Vycpalek (allenatore) compie l'impresa e riporta la squadra in serie A, ma la gioia della promozione durerà solo un anno. Nonostante l'acquisto del grande portiere Anzolin e del sinistro micidiale di Vernazza, il Palermo retrocede nuovamente nella serie cadetta. L'ultima gara si gioca alla Favorita contro la Juventus: stadio esaurito, la spinta dei tifosi è commovente, ma alla fine tutto risulterà poco fruttuoso. Il big match si conclude 1-1 (segna Sivori con la mano), ma non basta perchè la diretta rivale per la salvezza, l'Udinese, batte la Roma e lascia il Palermo solo al terz'ultimo posto. A fine campionato, la società è chiamata e rappresentare l'Italia nella Coppa delle Alpi Italo-Svizzere: è soltanto una bella esperienza e niente più. | |||||||||||||||
| Le stagioni calcistiche: | ||||||||||||||
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